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sabato 23 agosto 2014

L’artista Carolina Franza e il QR code per il Museo del Caffè di Trieste – nasce il QR CAFFE’

Un  incontro affascinante tra tecnologia ed arte che dimostra come quest’ultima può ben integrarsi  alle innovazioni.

Franza Carolina, iconografa di Trieste con  una crescente reputazione nonchè apprezzamenti per la qualità delle sue opere, le icone (cfr. articolo del dicembre 2013) ha realizzato questo dipinto con la medesima tecnica.


In questo opera  è possibile ammirare la raffinata  arte figurativa , il disegno geometrico, il gioco di  chiari e scuri e la funzione divulgativa tramite l’informazione multimediale.

Un ulteriore possibilità dell’arte 2.0 presente in questo prodotto artistico che va al di là dell’ apprezzamento dell'arte stessa.

Le possibilità sono evidenti. La versatilità del codice Qr permette un immediato collegamento tra la realtà rappresentata dall'opera fisica e la dimensione digitale.

Tramite il codice QR, magistralmente riprodotto attraverso l’antica tecnica della pittura su tavola si accede, mediante l'utilizzo degli smartphone e tablet, a contenuti multimediali di approfondimento della pagina web dedicata al Museo del Caffè sito in centro a Trieste, a cui l’artista ha dedicato  l’opera.

Trieste, città Mitteleuropea, è il più importante mercato italiano del caffè. Riconosciuta a livello mondiale, Trieste è un centro di eccellenza di quella che risulta essere per molti la  bevanda quotidiana. È infatti presente l’intera filiera del caffè, dall’importazione della materia prima: il chicco, al prodotto finito: la tazzina di caffè.

Non poteva quindi non essere presente a Trieste un Museo del Caffè, realizzato grazie alla volontà ed al grande impegno profuso del Sig. Gianni Pistrini –  assaggiatore caffè – giornalista e responsabile culturale museale, che nel corso degli anni ha stretto partnership con altri istituti di diversi Paesi europei.

Come già segnalato in un precedente articolo, la difficoltà di riprodurre con il pennello i codici è qui ulteriormente evidenziata dal fatto che, sempre con l’impiego di colori materici naturali, il codice è realizzato dipingendo i minuscoli chicchi di caffè in diverse tonalità e i diversi gradi di maturazione della drupa, ovvero del frutto della pianta del caffè: verde quando ancora immaturo, poi ulteriori diverse sfumature, a seconda dei diversi stadi di maturazione, fino al raggiungimento della tonalità rossa.

A  dimostrazione che i codici, se ben progettati e realizzati non necessariamente devono essere rappresentati da quadrati bianchi e neri.
Ulteriore particolarità che rende unica l’opera è data dall’ inserimento all’interno del QR di un disegno assolutamente non geometrico: la pianta del caffè .

Un codice QR con personalità!

L’ artista stessa ha descritto il dipinto e i preziosi materiali utilizzati:

Titolo del dipinto: QR Caffè

Per pubblicizzare il Museo del caffè di Trieste, ho realizzato un quadro impiegando come materiali il latte ed il caffè.

Il metodo è quello tradizionale dell’arte su tavola italiana, secondo il metodo di Cennino Cennini, tradotto in linguaggio moderno con alcune puntualizzazioni da Tommaso Palamidessi.

L’immagine è realizzata su tavola di abete, a cui è stata applicata una tela di bisso di lino bianco usando colla di caseina lattea (ed ecco il latte!); successivamente su quattro strati di bolo armeno è stata applicata la foglia d’oro 23 kt e ¾.
I pigmenti usati sono ossidi di ferro, cioè ocra rossa e gialla, terra d’ombra bruciata, a cui è stato aggiunto del caffè solubile (ed ecco il caffè!); poi il cinabro autentico (solfuro di mercurio), la lacca di garanza (estratta dalla pianta rubia tintorea), il bianco di titanio ed il verde ftalo.
Tutti i pigmenti sono temperati al tuorlo d’uovo fresco. E’ stata protetta con vernice finale.


Il soggetto è la pianta del caffè.              
Dopo averla studiata dal punto di vista del ciclo vegetativo, ho guardato le raffigurazioni dei trattati erboristici per vedere quali caratteristiche venivano messe in risalto. Vediamo dunque la pianta con i fiori, i frutti, ma vediamo anche delle tenere piantine sbucare dal seme, ed infine i chicchi di caffè torrefatti!




martedì 28 maggio 2013

Il QR Code nella raffigurazione pittorica diventa un’opera d’arte – Carolina Franza e l’Arte 2.0 a Trieste

Con grande piacere riparliamo di un argomento, già oggetto di un articolo pubblicato in Dicembre 2012: Arte e QR Code.
Negli ultimi mesi sono apparsi in rete alcuni articoli che segnalavano, in alcune città italiane,  mostre d’Arte,  in cui i codici sono parte integrante dell’opera.
Il binomio, porta un valore aggiunto.
La difficoltà di riprodurre con il pennello i codici, specie se di piccole dimensioni, rende già di per sé l’opera un prodotto artistico raffinato che richiede alta precisione, inoltre considerando che l’integrazione del QR crea un ponte che collega al mondo multimediale professionale, l’opera ha sicuramente qualcosa in più.
Nell’era di Internet e dei Social network sono subentrate nuove dinamiche di produzione dell’arte contemporanea che ora è più partecipativa e coinvolgente.
Da considerare, altresì, il continuo inesorabile aumento dell’utilizzo di smartphone che fa sì che anche i visitatori delle mostre e dei musei abbiano un diverso approccio con l’arte.

In questi giorni si sta volgendo a Trieste una personale della Pittrice Iconografa triestina Carolina Franza che ha saputo realizzare con questa sua esposizione di opere, realizzate utilizzando l’antica tecnica delle Icone e dipingendo codici QR,una vera  mostra d’arte 2.0 .




Come è possibile?  E’ la stessa autrice che lo spiega:
“Salve, sono Carolina Franza, l’autrice delle icone con i codici QR inseriti. Come è nata quest’idea? Non da me, ma dalla blogger Marianita Biagiotti che porta avanti questo blog.
 Ma vediamo com’è andata. La faccenda non è stata semplicissima, in quanto prima, e con molta pazienza, Marianita mi ha spiegato che cos’è e come funziona un codice QR! In realtà, questo processo è durato sei mesi, un anno!
Rimanevano aperti due quesiti: uno, come inserire in modo congruo un codice così moderno in un’arte tradizionale. La risposta si può leggere nelle pagine precedenti di questo stesso blog.
L’altro quesito era: come realizzare questi quadratini con pennello con materiale materico, in dimensioni minime?  In effetti, è difficoltoso, in quanto anche in antico i disegni geometrici venivano fatti su carta, non su tavola impressa, e con inchiostri, non con tempere. Si realizzano abbastanza facilmente, seppur molto laboriosamente, quando sono ad esempio con una misura di venti per venti centimetri.  Più piccoli è quasi impossibile, visto che la materia impedisce una precisione tipica della stampa.

Ecco una nuova icona raffigurante l’Evangelista, Medico e Pittore San Luca. Nell’immagine è inserito un codice QR: mentre San Luca dipinge la Madre di Dio che gli appare, nel codice è racchiuso un video dove io stessa dipingo l’icona della Sapienza divina, con gli stessi metodi con cui è dipinta quest’icona.






L’icona di San Raffaele Arcangelo è di proprietà di Marianita, in quanto è un lavoro che abbiamo realizzato insieme, lei per l’ideazione, io per la realizzazione: legno, bisso di lino, alabastro di Volterra, oro zecchino a 23 carati e ¾, verde malachite polverizzata, nero d’avorio autentico di pura zanna d’elefante, vernice mastice. Che grandissima emozione quando abbiamo visto funzionare il codice!!!

Per ulteriori domande, scrivete pure, saremo felici di rispondere alle vostre domande!” .
                                                     
Una altra Icona con il codice QR. E' realizzata su tavola di abete, bisso di lino, alabastro di Volterra. La foglia d'oro 23 carati e 3/4 è su base di bolo rosso temperato con la chiara d'uovo, secondo il "Libro dell'Arte" di Cennino Cennini. Il colore blu ed il colore turchese sono entrambi pigmenti di cobalto temperati al tuorlo d'uovo. Il colore rosso è cinabro autentico (solfuro di mercurio).
Questi colori del QR CODE non sono realizzati al computer e poi dipinti, ma originalmente creati dall'artista Franza Carolina: essi riprendono il colore della Sofia con la rosa rossa posto al centro del codice, che in questo caso funge da cornice. Il video collegato si riferisce alla realizzazione dello stesso soggetto dell'icona."

Le Icone qui pubblicate ed altre opere posso essere ammirate fino al 13 giugno 2013, presso l'antico e storico Caffè Tommaseo in Trieste - Riva Tre Novembre, 5, immerse in una affascinante atmosfera dove sono presenti gli stucchi dell’epoca e  le specchiere provenienti dal Belgio nel 1830, oltre ai tavolini in marmo e ghisa. Il Caffè è tutelato come monumento storico e artistico dal 1954.